Il Ministro di tutto colpisce ancora
Matteo Salvini
Franco Baresi, il vero Milan, il vero Calcio. Vola con la tua curva Capitano, sei stato e sarai per sempre la nostra bandiera ??
Scritto il 30/07/26 alle ore 13:01 - Rif. 719819
Malago-Mancini
“Tra i tanti dettagli ora dimenticati nella carriera di Mancini, c’è l’aver allenato la squadra della città di Vladimir Putin, San Pietroburgo, di proprietà di Gazprom. E ovviamente il passaggio dall’Arabia Saudita impegnata, con Mohammed bin Salman, a ripulirsi l’immagine usando il calcio.
Lo Spiegel ha poi scoperto giri strani di soldi ai tempi del Manchester City, accusato di aver dato informazioni solo parziali e distorte su quanto e come pagava Mancini come allenatore.
E poi il ruolo di testimonial di un’azienda che era anche sponsor della nazionale, Facile Ristrutturare, appena sanzionata dall’Antitrust perché barava sullo sconto Iva in fattura e millantava recensioni entusiastiche che non c’erano.
Ma questi sono tutti dettagli che non mettono in dubbio l’adeguatezza di Mancini per il ritorno alla guida degli Azzurri.
Perché c’è una caratteristica cruciale di Mancini che manca a Pirlo: ha ricevuto il premio Atreju 2021 direttamente dalle mani di Giorgia Meloni (un presepe, sono soddisfazioni) e si è speso, da marchigiano, per la riconferma del governatore delle Marche di Fratelli d’Italia, Francesco Acquaroli, che gli aveva peraltro fatto avere un contratto da 600.000 euro come testimonial della Regione.
Roberto Mancini è l’allenatore che questa Italia, nella stagione della destra e dell’immobilismo, si merita".
(Stefano Feltri, Appunti)
Non siamo un paese: siamo una barzelletta.
Scritto il 30/07/26 alle ore 13:12 - Rif. 719822
Mancini
È semplice… forse proprio per questo è difficile da capire.
Le risorse economiche che investiamo in un CT come Mancini – e non sono poche – le avrei destinate a rafforzare la base del calcio italiano. Oggi il vero problema è che il calcio è diventato uno degli sport più costosi da praticare per tante famiglie.
Come Commissario Tecnico sarebbe andato bene anche un Baldini o un Viscidi. Alla fine, quelli sono i giocatori a disposizione e un CT li può allenare per una ventina di giorni all’anno, divisi in diversi raduni. Il margine di intervento sul campo è inevitabilmente limitato.
La differenza vera si costruisce prima: investendo nei settori giovanili, nella formazione degli allenatori, nelle strutture e rendendo il calcio più accessibile. Se la base cresce, cresce anche il livello della Nazionale. Continuare a concentrarsi solo sulla cima della piramide rischia di essere una soluzione di facciata, non una risposta ai problemi strutturali del nostro calcio.
Scritto il 30/07/26 alle ore 15:22 - Rif. 719825
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